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		<title>Volti 3D per la ricerca</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Museo della Scienza di Londra e tre ospedali universitari londinesi stanno collaborando ad un progetto per migliorare le procedure di chirurgia ricostruttiva maxillo-facciale, soprattutto quella infantile. Stanno creando, grazie all&#8217;aiuto del pubblico, la pi&#249; grande galleria e banca dati al mondo di volti umani fotografati in 3D. Grazie alle migliaia di fotografie i medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT"><dfn><div id="attachment_4232" class="wp-caption alignright" style="width: 180px"><img class="size-medium wp-image-4232" title="Â© FotolEdhar - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-ccff0a9d62b215a5ca3544e0abea6505.png" alt="Â© FotolEdhar - Fotolia" width="170" height="186" /><p class="wp-caption-text">Â© FotolEdhar - Fotolia</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Il <a title="Museo della Scienza di Londra" href="http://www.sciencemuseum.org.uk/" target="_blank">Museo della Scienza di Londra</a> e tre ospedali universitari londinesi stanno collaborando ad un progetto per migliorare le procedure di chirurgia ricostruttiva maxillo-facciale, soprattutto quella infantile. Stanno creando, grazie all&#8217;aiuto del pubblico, la pi&ugrave; grande galleria e banca dati al mondo di volti umani fotografati in 3D. Grazie alle migliaia di fotografie i medici potranno in questo modo studiare i diversi tipi di volti e prevederne l&#8217;evoluzione. L&#8217;obiettivo &eacute; quello di personalizzare le tecniche chirurgiche per ottenere risultati migliori. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="font-size: x-small;">Oggi i medici conoscono bene la struttura ossea del cranio e poco la pelle e i muscoli dell&#8217;aerea. Grazie alle foto in tre dimensioni gli studiosi avranno la possibilit&agrave; di studiare in modo approfondito il volto umano. Una volta finita la ricerca i risultati verranno messi a disposizione dell&#8217;intera comunit&agrave; medica internazionale. Il progetto si chiama <em><a title="Me in 3D" href="http://mein3d.info/" target="_blank">Me in 3D</a> </em><span style="font-style: normal;">e fa parte dell&#8217;iniziativa che il Museo ha intitolato </span><em>Who am I?. </em><span style="font-style: normal;">I visitatori che vogliono partecipare al progetto si fanno fotografare il viso in una sala simile a quella di radiologia da un gruppo di medici e volontari. Il volto viene fotografato da nove macchine fotografiche e poi trasformato in un&#8217;immagine tridimensionale. Dopodich&eacute; quest&#8217;immagine viene scomposta in punti e trasformata in formule matematiche.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-style: normal;">Il progetto ha fino ad ora avuto un grande successo e durer&agrave; fino al 10 aprile 2012. L&#8217;obiettivo da parte dei medici di arrivare a 5.000 visi fotografati &egrave; stato gi&agrave; raggiunto. Probabilmente fino al termine del progetto verrano fotografati in tutto 10.000 volti provenienti da ogni parte del mondo. La mappatura estesa di volti di diverse etnie e di tutte l&#8217;et&agrave; consente ai ricercatori di studiare e comprendere in modo migliore le forme evolutive del volto umano. </span></span></p>
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		<title>Google Earth 3d: Rome Reborn</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rivivere i fasti dell’antica Roma non è più un’utopia per molti, ma una realtà più che fruibile. Tramite infatti la nuova applicazione di Google Earth si può vagare per le strade di Roma del 320 d.C., sotto l’impero quindi di Costantino. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Google e le università della California e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Rivivere i fasti dell’antica Roma non è più un’utopia per molti, ma una realtà più che fruibile. Tramite infatti la nuova applicazione di Google Earth si può vagare per le strade di Roma del 320 d.C., sotto l’impero quindi di Costantino. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Google e le università della California e della Virginia ed è stato battezzato proprio “Rome Reborn”. Ci si è basati sul modello conservato nel museo della civiltà romana costruito da Italo Gismondi tra il 1953 e il 1971.</span></p>
<div id="attachment_3979" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><img class="size-medium wp-image-3979" title="© Luca Bellincioni - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-9bd0d335d2f165e13953d291aa9c1b4e.png" alt="© Luca Bellincioni - Fotolia" width="233" height="147" /><p class="wp-caption-text">© Luca Bellincioni - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Selezionando l’opzione Roma antica in 3D si può caricare il terreno della città con Ancient Terrain, quindi caricare più di 6000 edifici tridimensionali con Ancient Roman Buildings. Dettagliatissimi sono ovviamente i monumenti più importanti, addirittura si può entrare all’interno di alcune Basiliche. Un layer innovativo e di sicuro impatto, applicabile in futuro anche a moltissime altre città, per rendere la grandezza architettonica di epoche e civiltà che furono. Uno sviluppo ulteriore delle funzionalità di Google Earth, capace di generare immagini virtuali sfruttando quelle satellitari fornite tra gli altri <a title="ancha dalla NASA" href="http://www.nasa.gov/" target="_blank">anche dalla NASA</a>. La possibilità di vedere molti edifici in visione tridimensionale era partita da 39 città americane, per poi ampliarsi velocemente anche ad altre. I modelli 3D sono ricostruiti in maniera molto puntuale e i poligoni grigi sono stati rivestisti da texture disegnate o fotografate. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Un passo in avanti che Google Earth vuole compiere appieno, visto anche il recente progetto 3D su Roma che arricchisce enormemente le potenzialità del software di Google. Non solo immagini ad alta risoluzioni, ma anche informazioni, commenti, indicazioni utili che possono essere condivise dagli utenti o modificate e aggiornate. Con la versione 5.0 è inoltre possibile compiere viaggi spaziali <a title="su Marte e sulla Luna" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_gennaio_11/sonda-russa-caprara_a504202c-3c7c-11e1-9394-8a7170c83e07.shtml" target="_blank">su Marte e sulla Luna</a>, esplorare i fondali dell’Oceano e ricercare immagini storiche negli archivi di Google Earth. Un programma gratuito che rende lo spazio e ora anche il tempo dimensioni assolutamente relative.</span></p>
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		<title>Computer grafica e cinema</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 14:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tecnologia 3D ha contribuito a dare una svolta nuova al cinema moderno, che da sempre ha subito il fascino della pretesa di realtà o della deformazione di essa. Insita nella sua natura questa tensione al reale e alla sua trasformazione ha caratterizzato il cinema sin dai suoi esordi, pensiamo soltanto al film del 1902 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tecnologia 3D ha contribuito a dare una svolta nuova al cinema moderno, che da sempre ha subito il fascino della pretesa di realtà o della deformazione di essa. Insita nella sua natura questa tensione al reale e alla sua trasformazione ha caratterizzato il cinema sin dai suoi esordi, pensiamo soltanto al film del 1902 “Viaggio nella Luna” <a title="di Georges Melies" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%A8s" target="_blank">di Georges Melies</a> e la famosissima scena di quando il razzo si pianta nell’occhio della luna. Un film fantastico, visionario nelle sue intenzioni.</p>
<div id="attachment_3980" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class=" wp-image-3980 " title="© JohanSwanepoel - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-fe8133b385bf156edb224520a0b24449.png" alt="© JohanSwanepoel - Fotolia" width="200" height="150" /><p class="wp-caption-text">© JohanSwanepoel - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della sua storia il cinema presenta un’evoluzione delle tecniche utilizzate, dagli effetti speciali di stampo teatrale come quelli di Melies alle tecniche di motion capture utilizzate da Robert Zemeckis nel suo “The Polar Express” del 2004. La grafica digitale si è prestata alla creazione di capolavori nel loro genere, basti pensare alla trilogia de “Il Signore degli Anelli” del 2001 che utilizza un software particolare il Massive, capace di creare masse ed eserciti e di sostituire così le comparse. Già nel 1993 l’animazione computerizzata aveva scioccato e ammaliato milioni di spettatori <a title="alla vista dei dinosauri" href="http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2012/01/24/visualizza_new.html_69018428.html" target="_blank">alla vista dei dinosauri</a> di Jurassic Park; la prima volta fu nel 1993 che comparvero anche animali creati digitalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Con “Forrest Gump” del 1994 il sistema Kodak Cineon, che sfruttava tecniche di compositing, permise di inserire il personaggio di Tom Hanks nelle scene d’archivio. Svolta per tutto il cinema d’azione è l’uscita nelle sale di “Matrix” nel 1999. Nel film si sviluppa la tecnica fotografica della time-slice fino a farla diventare un vero e proprio effetto speciale cinematografico, il Bullet Time in cui la singola scena è fruibile in slow motion e da più angolazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle prime applicazioni della fine degli anni 70 fino ad oggi la computer grafica ha conosciuto un rapidissimo sviluppo, serbando per il futuro nuove possibilità e interessanti scenari per tutto il settore cinematografico, teso ad arricchire il proprio linguaggio di stilemi innovativi e tecniche all’avanguardia.</p>
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		<title>Modellismo navale</title>
		<link>http://www.shart.it/modellismo-navale/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno tra le forme di modellismo più diffuse e affascinanti per la bellezza dei suoi modelli è sicuramente il modellismo navale. Questa forma di modellistica appassiona migliaia di persone nel mondo che, con la pazienza necessaria per ogni forma di modellismo, crea vere e proprie opere d’arte, dall’indiscusso valore estetico. La ricercatezza dei particolari, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Uno tra le forme di modellismo più diffuse e affascinanti per la bellezza dei suoi modelli è sicuramente il modellismo navale. Questa forma di modellistica appassiona migliaia di persone nel mondo che, con la pazienza necessaria per ogni forma di modellismo, crea vere e proprie opere d’arte, dall’indiscusso valore estetico.</span></p>
<div id="attachment_3977" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3977" title="© Lorenzo Buttitta - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-0cc3ce56681de0f110d483816ac88f17.png" alt="© Lorenzo Buttitta - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Lorenzo Buttitta - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT"> La ricercatezza dei particolari, la finezza delle rifiniture, la precisione dei meccanismi rende questi velieri, golette, beleniere, etc vere e propri capolavori di esattezza. Il lavoro certosino dell&#8217;appassionato è accompagnato da una spiccata ricerca storica, per documentarsi sulle tecniche di costruzione anticamente utilizzate e per poterle riadattare ai suoi modelli. Non esistono, infatti, in maniera esaustiva documenti che testimonino la tecnica di costruzione navale, almeno fino al XVIII secoli. Oggi l’industria del modellismo mette in commercio innumerevoli scatole di montaggio, libri, informazioni che aiutano il modellista nella sua ricostruzione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">La tradizione del modellismo navale vanta una storia molto antica, sin nell’antica Roma e generalmente in tutte le civiltà mediterranee si documentano modelli navali, utilizzati specialmente per accompagnare <a title="i morti nel loro" href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/20/visualizza_new.html_47832127.html" target="_blank">i morti nel loro</a> viaggio nell’aldilà o <a title="come ex voto" href="http://www.ottante.it/blog/2010/10/gli-ex-voto-marinari/" target="_blank">come ex voto</a> nelle chiese. Nel corso della storia modelli del genere venivano riprodotti per essere regalati a giovani aristocratici o realizzati da anziani marinai che rivivevano nella miniatura imprecisa che andavano creando i fasti delle nave sulle quali erano imbarcati. Il modellismo navale moderno nasce sul finire degli anni Venti del XX secolo con le prime scatole di montaggio, alle quali sono seguite l’uscita di pubblicazioni e riviste specializzate. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Un’arte difficile, quanto affascinante che nel suo amore per il mare unisce l’amore per la conoscenza delle tecniche che hanno portato l’uomo nel corso della storia ad affrontare l’ignoto, spinto dalla sua inesauribile sete di conoscenza.</span></p>
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		<title>Martin Scorsese e 3D</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 16:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>shart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Regista si superba finezza, capace di dirigere attori dal calibro di Robert De Niro e Leonardo di Caprio, Martin Scorsese è stato uno dei principali registi della cinematografia americana di successo. Esempio di come il successo al botteghino possa armonizzarsi con il cinema di alta fattura, Scorsese torna alla grande e lo fa sicuro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Regista si superba finezza, capace di dirigere attori dal calibro di Robert De Niro e Leonardo di Caprio, Martin Scorsese è stato uno dei principali registi della cinematografia americana di successo. Esempio di come il successo al botteghino possa armonizzarsi con il cinema di alta fattura, Scorsese torna alla grande e lo fa sicuro di stupire il suo pubblico. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Per la prima volta il regista si affida alle tecniche del 3D, seguendo l’esempio di altri grandi suoi colleghi che con il 3D hanno dato vita a capolavori in lizza per l’Oscar, come “Pina Bausch” di Wim Wenders o che hanno raccontato la favola, nel caso di “Alice nel paese delle meraviglie” <a title="di Tim Burton" href="http://www3.lastampa.it/cinematv/sezioni/news/articolo/lstp/439414/" target="_blank">di Tim Burton</a>. </span></p>
<div id="attachment_3700" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3700 " title="© aerogondo - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-a9f0ebdf485d921447679c8abc63d642.png" alt="© aerogondo - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© aerogondo - Fotolia</p></div>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">“Hugo Cab</span><span lang="IT">ret” si chiama la nuova fatica di Scorsese, una sfida cinematografica nuova, sia nella tematica, che nella tecnica. Innanzitutto perché esplora il mondo della favola, tema nuovo per Scorsese, capace di attirare anche un target più giovane e poi perché viene utilizza la tecnica tridimensionale. Lo stesso regista afferma di come il 3D lo abbia sempre affascinato e vede nella nuova tecnologia un punto di partenza per una nuova era del cinema. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Così come il sonoro o il cinema a colori anche il 3D incontrer</span><span lang="IT">à all’inizio resistenze, per poi affermarsi definitivamente, sostiene Scorsese. È la sfida di imparare il nuovo linguaggio della cinepresa tridimensionale a ispirarlo, allineare gli attori, dice, usare il linguaggio del loro corpo e dare libero sfogo alla creatività. La nuova dimensione d’intimità che crea il tridimensionale tra attori e registi, continua Scorsese, è un altro campo da ridefinire. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Il film, tratto dall’omonimo libro per ragazzi dell’illustratore Brian Selznick, uscirà nelle sale italiane il 3 febbraio e si annuncia già come grande successo di pubblico e critica.</span></p>
<p class="Aticoliita"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="Aticoliita"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="Aticoliita"><span lang="IT"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostra Pixar a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[25 anni d’immaginazione, tecnica, creatività, lavoro collettivo. Questa è la sintesi del compleanno della Pixar, la casa d’animazione americana che porterà in giro per l’Europa una mostra pensata proprio per svelare e raccontare il processo creativo di un laboratorio artistico moderno. Dal 23 novembre al 14 febbraio sarà possibile viaggiare nella fantasia a Milano, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">25 anni d’immaginazione, tecnica, creatività, lavoro collettivo. Questa è la sintesi del compleanno della Pixar, la casa d’animazione americana che porterà in giro per l’Europa una mostra pensata proprio per svelare e raccontare il processo creativo di un laboratorio artistico moderno. Dal 23 novembre al 14 febbraio sarà possibile viaggiare nella fantasia a Milano, nel padiglione </span><a style="text-align: justify;" title="Pac di via Palestro" href="http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/Documenti.nsf/webHomePage?OpenForm&amp;settore=MCOI-633JZG_HP" target="_blank">Pac di via Palestro</a><span style="text-align: justify;">.</span></p>
<div id="attachment_3976" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3976" title="© Tommy Schultz - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-c9e2ded54f500cc24a41d660ec2c1602.png" alt="© Tommy Schultz - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Tommy Schultz - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">La mostra, organizzata da MGM Digital Communication con la collaborazione del Comune di Milano e 24Ore Cultura, offre una carrellata sospesa tra la fantasia e il tecnicismo, che ripercorre le tappe delle creazioni d’animazione della Pixar. L’evento è partito dal MOMA di New York e si appresta a girare le maggiori città europee per celebrare il quarto di secolo di un’azienda che ha cambiato il modo di creare cartoni animati e di raccontare storie. All’inaugurazione ha partecipato anche John Lasseter, il direttore creativo della Pixar, presentando in anteprima alcune bozze del film d’animazione in uscita nel 2012, “Brave”. Questo viaggio virtuale tra modellini dei personaggi più amati, bozze di disegni, storyboard e disegni vari mostra da vicino il lavoro che sottende la creazione dei film amati da grandi e piccini: “Toy Story”, “Alla ricerca di Nemo”, “Cars”, “Gli incredibili” e tanti altri. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Un evento di arte contemporanea imperdibile che spiega in maniera semplice ed efficace come le tecniche di animazioni prendano vita attraverso il lavoro manuale dei designer, impegnati a schizzare e delineare personaggi e ambienti, per poi dargli vita “reale”, grazie alle molte possibilità legate alle tecnologie digitali. Nel complesso circa 500 opere, suddivise in quattro sezioni, Personaggi – Storie – Mondi – Digital Convergence, più due installazioni speciali. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Lungometraggi e cortometraggi che hanno cambiato la storia dell’animazione, facendo sognare e segnando un nuovo capitolo nell’universo dell’animazione.</span></p>
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		<title>Musei del modellismo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luogo che raccoglie le testimonianze più significative del passato, il museo rappresenta molto più che una semplice raccolta di quadri, statue, monete, vasi. Ai vari settori sono stati dedicati musei che ripercorrono la storia di un particolare campo o di un oggetto, una corrente artistica, uno stile di vita. Musei dedicati alla moda, al cinema, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Luogo che raccoglie le testimonianze più significative del passato, il museo rappresenta molto più che una semplice raccolta di quadri, statue, monete, vasi. Ai vari settori sono stati dedicati musei che ripercorrono la storia di un particolare campo o di un oggetto, una corrente artistica, uno stile di vita. Musei dedicati alla moda, al cinema, al cibo, alle locomotive e anche al modellismo. Il più grande e interessante per tutti gli appassionati è sicuramente il “Miniatur Wunderland” ad Amburgo.</span></p>
<div id="attachment_3983" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3983" title="© johas - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-f3326a6bbc5243eaefb935fe242d3e80.png" alt="© johas - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© johas - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">La città anseatica ospita nel quartiere della Speicherstadt, gli antichi magazzini portuali, un museo capace di entusiasmare per la ricchezza dei suoi pezzi e la precisione dei dettagli. Per ora la superficie del museo copre 1.150 mq, con la prospettiva di ampliarlo ulteriormente a 2.000. Al suo interno trovano spazio oltre 800 treni, con più di 11.000 vagoni e 12.000 metri di binari. Il “paese delle meraviglie in miniatura” conta più di 215.000 alberi, 200.000 figure e 3.500 tra case e ponti. Parti intere della città di Amburgo sono state riprodotte, ma anche paesaggi svizzeri, località scandinave e americane. 40 computer sono attivi costantemente per fare vivere di vita propria questo singolare mondo e 300.000 luci lo illuminano per i visitatori. Un museo quindi da non perdere. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Anche in Italia gli appassionati avranno modo di ammirare opere di modellismo nel “Museo del modellismo storico” a Voghenza di Voghiera, in provincia di Ferrara. Da ben trent’anni gli appassionati che hanno contribuito a creare questo museo si occupano della sua gestione; nato come un’Associazione, ha cambiato alcune sedi nella zona del ferrarese fino all’inaugurazione nella sede attuale avvenuta nel 1995. Il museo raccoglie le opere degli appassionati e vanta importanti collaborazioni con vari Enti <a title="culturali, per i quali" href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/index.html" target="_blank">culturali, per i quali</a> hanno realizzato plastici e studi nel settore. Una realtà lodevole che dimostra come la passione e l’impegno possano crescere nell’interesse della collettività.</span></p>
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		<title>TV 3D senza occhiali</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie 3D]]></category>
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		<category><![CDATA[multi view]]></category>
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		<description><![CDATA[All’IFA di Berlino è stata presentata dalla Toshiba la prima tv tridimensionale senza occhiali. In Germania sarà commercializzata a partire da dicembre con il nome di ZL2. Misura 55 pollici di diagonale e dispone di un display con una risoluzione quattro volte più alta di una normale Full HD. La tv tridimensionale genere una serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">All’</span><a style="text-align: justify;" title="IFA di Berlino" href="http://b2b.ifa-berlin.com/en/" target="_blank">IFA di Berlino</a><span style="text-align: justify;"> è stata presentata dalla Toshiba la prima tv tridimensionale senza occhiali. In Germania sarà commercializzata a partire da dicembre con il nome di ZL2. Misura 55 pollici di diagonale e dispone di un display con una risoluzione quattro volte più alta di una normale Full HD. La tv tridimensionale genere una serie d’immagini 3D, a seconda la posizione dello spettatore, seguendo quindi gli angoli di visualizzazione.</span></p>
<div id="attachment_3978" class="wp-caption alignright" style="width: 218px"><img class="size-medium wp-image-3978" title="© styleuneed - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-4f7fca9b62231f66079be637fcc365ef.png" alt="© styleuneed - Fotolia" width="208" height="135" /><p class="wp-caption-text">© styleuneed - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">La possibilità di percepire un’immagine tridimensionale senza l’ausilio degli occhialetti è definita autostereoscopia, tecnica per la quale le immagini passano attraverso filtri o altri tramiti sul display e arrivano agli occhi dello spettatore, senza la mediazione degli occhialetti. La visione binoculare del nostro sistema visivo infatti necessita forzatamente di strumenti che convertano le immagini bidimensionali in tridimensionali e la grande rivoluzione delle televisioni 3D sta proprio nel fatto che non è più necessario uno strumento di visualizzazione esterno, come gli occhiali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT"> Lo spettatore può percepire la tridimensionalità, elaborando autonomamente le immagini catturate da due diversi punti di vista sullo stesso asse per mezzo del cervello, si parla in questo caso di autostereoscopia in single view. Lo svantaggio è che si può facilmente perdere il giusto punto di visione, si sta quindi investendo sempre di più nell’autostereoscopia in multi view, per assicurare una corretta fruizione delle immagini da più punti di vista. Il futuro delle televisioni 3D parte quindi da un’intuizione semplice, quanto geniale; offrire uno spettacolo tridimensionale senza l’utilizzo di ausili esterni. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">I sistemi adottati sono vari e differiscono tra loro a seconda della tecnica usata: il filtro può essere ottenuto ad esempio con microlenti, nel caso della rete lenticolare, una barriera inibisce o libera le immagini (barriera di parallasse), o ancora si sovrappongono due barriere di parallasse, o si utilizza un elemento ottico oleografico. Tecniche che serberanno nel prossimo futuro interessantissimi sviluppi.</span></p>
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		<title>3D e salute</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D World]]></category>
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		<category><![CDATA[apparato visivo]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[occhiali]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[pidocchi]]></category>
		<category><![CDATA[riflesso]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung]]></category>

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		<description><![CDATA[La visione di film in 3D può rappresentare un problema per la salute degli spettatori, causata sia dalla mancanza di igiene che dalla tecnologia utilizzata. In realtà per il secondo caso non ci si può basare su studi specifici a dimostrazione del fatto che la visione con gli occhialetti possa influire negativamente sulle capacità visive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">La visione di film in 3D può rappresentare un problema per la salute degli spettatori, causata sia dalla mancanza di igiene che dalla tecnologia utilizzata. In realtà per il secondo caso non ci si può basare su studi specifici a dimostrazione del fatto che la visione con gli occhialetti possa influire negativamente sulle capacità visive del singolo. Non si può cioè affermare scientificamente che il 3D causi patogenesi a carico dell’apparato visivo umano.</span></p>
<div id="attachment_3981" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3981" title="© wronaavd - Fotolia" src="http://www.shart.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-8a5851ec422a6019d88525d7d9d4779e.png" alt="© wronaavd - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© wronaavd - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Eppure i casi di affaticamento dopo la visione di un film in tridimensionale sono stati già largamente comprovati, sia dall’esperienza di molti, che da uno studio sovvenzionato dalla Samsung e pubblicato <a title="sul Journal of Vision" href="http://www.journalofvision.org/" target="_blank">sul Journal of Vision</a>. Nello specifico coloro che hanno guardato filmati in 3D hanno ricevuto punteggi inferiori nei test visivi che riguardavano la percezione dello spazio, rispetto a quelli che avevano visionato un film in 2D. Alcuni specialisti insistono sul fatto che lo sforzo al quale è sottoposto l’apparato visivo nel caso del 3D possa risvegliare patologie latenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Il problema nascerebbe dal fatto che la capacità di mettere a fuoco gli oggetti vicini, facendo convergere l’oggetto sull’asse visivo degli occhi, detta “<a title="riflesso di convergenza" href="http://www.corriere.it/salute/dizionario/c_occhi_patologie.shtml" target="_blank">riflesso di convergenza</a>-accomodazione”, verrebbe falsata dal 3D che solleciterebbe troppo il sistema di accomodazione, lasciando inattivo quello di convergenza, essendo lo schermo piatto. Si altera praticamente il meccanismo naturale che regola il potere refrattario dell’occhio e questo causerebbe affaticamento nello spettatore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Abbiamo accennato anche ai problemi di carattere igienico legati all’utilizzo degli occhialetti. In questo senso infatti si dovrebbe prestare molta attenzione <a title="alle politiche" href="http://it.euronews.net/2011/12/10/protesta-di-massa-in-russia-contro-l-esito-delle-politiche/" target="_blank">alle politiche</a> dei singoli cinema, che dovrebbero cambiare per ogni spettatore gli occhiali o sterilizzarli. L’uso dello stesso occhiale da parte di più soggetti potrebbe portare alla diffusione di patologie, quali congiuntiviti o mucose cutanee e in alcuni casi favorirebbe anche il contagio di pidocchi. </span></p>
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